Gian Battista Marino - Parafrasi: Onde Dorate
(Dall' archivio Mywebtutorial© 2007)
Testo Originale:
Onde dorate, e l ’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per quasi errori preziosi e quelli;
E mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’or de le rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi ribelli.
Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte già.
Ricco naufragio, in cui sommerso i’ moro,
poich’almen fur ne la tempesta mia
di diamante lo scoglio e ’l golfo d'oro.
Parafrasi:
Quartine:
Un pettine color avorio si muoveva tra i capelli dorati come una navicella.
Era mosso da una mano anch’essa d’avorio, che lo indirizzava nei vari movimenti (pettinare)
E mentre divideva la chioma dorata in due parti con il pettine, che poi raccoglieva per formare due trecce che incatenino coloro i quali si rifiutano di soggiogarsi alla loro bellezza.
Terzine:
nel mare d’oro in tempesta (procelloso) una navicella aspira a naufragare nella donna amata per essere sommerso d’amore per lei.
Analisi del testo:
Lo scoglio è il diamante che viene collocato per chiudere la serie di metafore.
È un sonetto composto da due quartine e due terzine per un totale di quattordici versi.
Inevitabilmente la donna dalla chioma dorata risulta essere bionda e crespa, con capelli mossi, in quanto li paragona a un mare procelloso, cioè in tempesta.
Il procedimento messo in atto da Marino è raffinato, prezioso, fine a mettere in evidenza la complementarietà tra i suoi elementi (Es: oro e avorio, accumunati dalla preziosità).
